Un solo passo, poi si legge

Porta il tuo caso in redazione: raccontaci la scuola, il corso o il dibattito che vuoi seguire

Che si tratti di un istituto comprensivo con l'orario ridotto, di un percorso quadriennale appena avviato o di un ateneo che perde iscrizioni, la segnalazione arriva direttamente ai giornalisti che seguono il tema. Bastano poche righe: la situazione, il territorio, chi è coinvolto. Da lì parte il lavoro di verifica e, se il caso regge, il reportage.

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Come leggere i nostri casi: cosa rientra e cosa resta fuori

Prima di passare agli scenari, mettiamo per iscritto i confini del lavoro. Le situazioni che raccogliamo riguardano la scuola pubblica, l'università e il dibattito culturale che ci gira intorno. Non tutto ciò che tocca l'istruzione entra nelle nostre pagine, e alcune definizioni vanno chiarite per evitare letture forzate.

  1. Quando un caso diventa un'inchiesta

    Pubblichiamo un caso solo se esiste un documento verificabile: una delibera, un decreto, un verbale di collegio docenti o un dato ministeriale. Le segnalazioni anonime senza riscontro restano fuori, anche quando la vicenda è nota. Se la fonte non regge un controllo incrociato, il materiale non entra nella sezione.

  2. Cosa intendiamo per politiche scolastiche

    Parliamo di organici, monte ore, edilizia, orientamento, valutazione e diritto allo studio. Non trattiamo iniziative commerciali di singoli istituti, corsi privati a pagamento né progetti aziendali presentati come riforma. La distinzione è netta: ci interessa ciò che ricade su studenti e famiglie per effetto di una decisione pubblica.

  3. Il confine con il dibattito universitario

    Seguiamo immatricolazioni, riforma dei corsi, borse di studio e mobilità tra sedi. Non pubblichiamo classifiche di atenei costruite su parametri opachi, né contenuti promozionali di singoli dipartimenti. Un caso universitario entra nella sezione quando riguarda l'accesso, la didattica o le condizioni di studio, non quando serve a riempire una pagina di vetrina.

  4. Interviste: chi parla e a che titolo

    Intervistiamo dirigenti, docenti, ricercatori, personale ATA e rappresentanti degli studenti. Ogni voce è attribuita con nome, ruolo e contesto in cui opera. Le dichiarazioni rese a titolo personale vengono indicate come tali. Non usiamo testimonianze anonime per sostenere una tesi, e non montiamo citazioni fuori dal loro passaggio originale.

  5. Cosa non troverai in questa sezione

    Non ci occupiamo di mostre, moda, design, finanza o iniziative commerciali. Non pubblichiamo contenuti sponsorizzati mascherati da reportage e non accettiamo materiali che richiedono una promozione in cambio di visibilità. Se un caso non ha una ricaduta concreta su chi studia o insegna, non ha posto qui.

  6. Correzioni e rettifiche

    Se un dato risulta errato dopo la pubblicazione, lo correggiamo indicando la modifica in fondo al pezzo. Le rettifiche richieste da soggetti citati vengono valutate solo se accompagnate da documentazione. Per segnalazioni scrivi a info@yet-magazine.com oppure chiama il +10 222 36 81 6674.

Perché le nostre inchieste reggono il confronto

Un settimanale che verifica i dati prima di pubblicarli, cita le fonti per nome e torna sui luoghi che racconta. Qui trovi i criteri che distinguono Yet Notizie da un rassegna stampa e da un comunicato ministeriale riciclato.

Dove la rivista entra nel merito

Non un elenco di buone intenzioni. Qui trovi le situazioni concrete in cui Yet Notizie diventa utile: leggere un decreto senza perdere il filo, capire cosa cambia in una scuola, seguire un'inchiesta fino ai dati che la sostengono.

Leggere una riforma senza smarrirsi

Quando esce un decreto sul riordino degli istituti tecnici o sul monte ore, la prima reazione è cercare una sintesi affidabile. Pubblichiamo il testo commentato, i passaggi chiave e le ricadute concrete su classi, organici e laboratori. Il lettore arriva alla fine sapendo cosa cambia davvero e da quando.

Seguire un'inchiesta sul campo

Le nostre inchieste partono da un istituto, da un dirigente, da un registro presenze. Non raccontiamo il sistema educativo dall'alto: entriamo nelle aule, raccogliamo i numeri, confrontiamo le versioni. Chi ci legge trova documenti, interviste e un metodo verificabile, non un'opinione travestita da dato.

Orientarsi tra università e immatricolazioni

Il calo delle iscrizioni alle lauree umanistiche, la mobilità studentesca, il diritto allo studio: temi che toccano famiglie e studenti prima ancora che i ministeri. Analizziamo i dati del MUR, sentiamo i delegati degli atenei e proviamo a spiegare perché certe scelte si concentrano in alcune regioni e non in altre.

Capire il dibattito pubblico sull'istruzione

Quando la scuola finisce sui giornali per una polemica, spesso manca il contesto. Ricostruiamo la cronaca culturale del momento: chi ha detto cosa, con quali numeri, in quale quadro normativo. Un servizio pensato per chi insegna, per chi studia e per chi vuole seguire il dibattito senza farsi trascinare dagli slogan.

Documentare le disuguaglianze territoriali

Le ore perse al Nord, le supplenze brevi, le sedi periferiche che faticano a trattenere i docenti: sono storie locali che raccontano un Paese disomogeneo. Confrontiamo regioni diverse, mettiamo in fila i dati e lasciamo parlare chi lavora nelle scuole. Il risultato è un quadro che nessun comunicato ufficiale restituisce.

Per capire come lavoriamo e con quale metodo costruiamo ogni inchiesta, leggi la pagina Chi siamo. Se invece vuoi segnalare una situazione nella tua scuola o nel tuo ateneo, scrivi a Contatti.

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