Dalla segnalazione alla pubblicazione, ogni pezzo di Yet Notizie segue una trafila fissa: verifica delle fonti, riscontro con i documenti, confronto con chi sta dentro la scuola. Qui sotto trovi le tappe con cui costruiamo un reportage, con i tempi reali e i punti in cui il lavoro può rallentare.
Docenti, dirigenti e famiglie ci scrivono tramite la redazione. In questa fase non pubblichiamo nulla: leggiamo, chiediamo documenti, verifichiamo se il tema ha una dimensione che va oltre il singolo istituto. Una segnalazione su un organico incompleto può diventare un'inchiesta regionale, oppure restare un caso isolato che non regge un pezzo.
Incrociamo decreti ministeriali, circolari interne, delibere degli organi collegiali e dati MUR. Se un numero non torna, non lo aggiustiamo: lo segnaliamo come dato controverso. Questa è la fase più lenta, e spesso è quella che fa slittare la pubblicazione di una o due settimane.
Andiamo nelle scuole, nei dipartimenti universitari, nei consigli di istituto. Le interviste ai docenti e ai dirigenti vengono registrate e rilette prima della stesura, per evitare di attribuire frasi che non corrispondono a quanto detto. Chi rilascia dichiarazioni può chiedere di rileggere il passaggio che lo riguarda.
Prima di chiudere il pezzo, sottoponiamo i passaggi critici a chi è chiamato in causa: ministero, uffici scolastici regionali, atenei. Non tutte le risposte arrivano, e quando non arrivano lo scriviamo nel testo. Il diritto di replica non è una formalità, è parte del metodo.
Il testo passa dalla revisione editoriale, che controlla titoli, sottotitoli e coerenza dei dati con le fonti citate. Pubblichiamo con la data di chiusura visibile, così il lettore sa a quando risale la verifica. Le correzioni successive restano tracciate in fondo alla pagina.
Metodo redazionale
Dalla segnalazione di un lettore alla pubblicazione passano in media sei-otto settimane. Qui trovi le tappe che seguiamo, cosa chiediamo a chi collabora e i limiti che ci imponiamo prima di andare in stampa.
Raccogliamo la segnalazione attraverso la posta redazionale o il contatto con sindacati, dirigenti scolastici e comitati genitori. Prima di aprire un fascicolo verifichiamo che il tema riguardi politiche scolastiche, università o dibattito culturale nazionale. Le segnalazioni anonime vengono accettate solo se accompagnate da documenti.
Il caporedattore assegna il pezzo a un giornalista interno o a un collaboratore con esperienza sul tema. In questa fase si raccolgono circolari ministeriali, delibere regionali, dati MUR e bilanci degli istituti. Serve almeno una fonte istituzionale e una fonte sul campo prima di procedere.
Andiamo nelle scuole, nei dipartimenti universitari e nei consigli di istituto. Le interviste ai docenti vengono registrate e trascritte; i dirigenti possono chiedere di rileggere le proprie dichiarazioni prima della pubblicazione. Le visite durano in genere due o tre giorni per sede.
Prima di scrivere definitivamente sottoponiamo i passaggi critici a chi è chiamato in causa: ministero, uffici scolastici regionali, atenei. Chi risponde ha diritto di replica nello stesso articolo. Se una parte non risponde entro sette giorni lavorativi, lo segnaliamo nel testo.
Un secondo redattore verifica numeri, citazioni e riferimenti normativi. Le statistiche vengono confrontate con le serie storiche pubbliche. Se un dato non è verificabile, non entra nel pezzo: lo sostituiamo con una fonte diretta oppure lo togliamo.
Il pezzo esce in edizione settimanale e resta consultabile nell'archivio. Se emergono sviluppi, aggiungiamo una nota in coda con la data. Le correzioni sostanziali vengono segnalate in fondo all'articolo, non nascoste.